Paesaggio del Gottardo – un viaggio digitale attraverso il massiccio alpino

Paesaggio del Gottardo – un viaggio digitale attraverso il massiccio alpino
May 1, 2022 jrebsame

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Duratadal 20 settembre al 30 settembre 2022, nell’ambito della manifestazione delle giornate digitali svizzere
Luogo del esposizione:   Politecnico di Zurigo, Centro Edificio Principale (HG) Cortile interno, Rämistrasse 101, 8092 Zurigo
Orari di apertura dell’edificio principale:
Lunedì – venerdì: 06.00 – 22.00
Sabato, domenica: 08.00 – 17.00
Come arrivare
:  Tram n. 6 / Tram n. 10 fino alla fermata «ETH/Universitätsspital». Dalla fermata “Central”, prendere la Polybahn fino alla Polyterrasse

Curator:   Johannes Rebsamen
Director of Photography: Matthias Vollmer
Sound Composition: Ludwig Berger
Text and Communication: Isabelle Fehlmann

Team del progetto:   Prof. Christophe Girot, Johannes Rebsamen, Matthias Vollmer Ludwig Berger, Isabelle Fehlmann, Dennis Häusler, Fabian Gutscher, Tom Bauer
Organizzazione:   ETH Zurich DARCH – Landscape Visualization and Modeling Lab LVML, Chair of Prof. Christophe Girot, Institute for Landscape and Urban Studies LUS

 

Numerose storie e miti sono associati al paesaggio del Gottardo. Nella memoria pittorica collettiva della Svizzera, il Gottardo è ancorato come parte integrante delle Alpi, non come una montagna ma come un attraversamento alpino. Tracce storiche di epoche diverse testimoniano la sua importanza come passaggio tra centri politici ed economici in cui si incontrano aree culturali diverse.

20 settembre 2022 alle 18:00 Vernissage:

Discorso programmatico di Dr. Chris Luebkeman (ETH Foresight)
Round Table sul Gottardo come paesaggio infrastrutturale con:
Prof. Dr. Anette Freytag (Rutgers University USA)
Bruno Giussani (Global Curator, TED)
Prof. Dr. Adrienne Grêt-Regamey (ETH D-BAUG)
Prof. Matthias Kohler (ETH D-ARCH)
Dr. Thomas Robinson (SBB Strategic Foresight)
Dr. Nadine Schütz (Echora)

 

29 settembre 2022 alle 18:00 Finissage:

Round Table sul patrimonio culturale del paesaggio del Gottardo con:
Moderazione Isabelle Fehlmann
Hans Danuser (Artista & fotografo)
Prof. Dr. Michael Jakob (HEPIA)
Prof. Dr. Marion Sauter (Berner Fachhochschule)
Dr. Erika Flückiger Strebel (ASTRA)

 

La mostra presenta gli ultimi risultati di un progetto di ricerca sovraordinato avviato quindici anni fa dalla cattedra Girot. L’attenzione si concentra su un modello a nuvola di punti della regione alpina, che è stato continuamente ampliato e perfezionato fino al nuovo tunnel di base NEAT. Abbiamo già presentato al pubblico varie fasi di sviluppo, tra cui nel 2014 insieme all’Accademia di architettura Mendrisio alla Biennale di Architettura di Venezia. Il fulcro dell’attuale mostra è un viaggio attraverso il paesaggio digitale del Gottardo da sud a nord. Nel processo, formazioni rocciose in superficie, foreste, villaggi, strade di valico, gallerie e tunnel sotterranei sono inseriti in una stessa immagine, creando una nuova e poetica esperienza spaziale.

Lavorare con la tecnologia delle nuvole di punti per trasmettere e analizzare strutture spaziali complesse è una tradizione della nostra cattedra. La sua estetica leggera combinata con l’esattezza georeferenziata ci permette di catturare con precisione un terreno con tutte le sue tracce di sviluppo esistenti. Per questo motivo utilizziamo questa tecnica come strumento centrale per l’insegnamento e la ricerca nel campo dell’architettura del paesaggio.

Il progetto «Gotthard Landschaft»combina quindi due livelli di obiettivi: il livello di mediazione, dove il modello digitale del massiccio montuoso può essere liberamente visualizzato, ascoltato e sorvolato, e il livello di ricerca, dove nuovi dati e informazioni vengono costantemente integrati e combinati. Ancora oggi, l’interazione tra i possenti mondi sommitali e le più moderne infrastrutture di trasporto alimenta il simbolismo dell’identità elvetica al Gottardo. Con il nostro lavoro vogliamo contribuire a preservare il paesaggio, che è significativo per il patrimonio nazionale, nella diversità delle sue sfaccettature storiche per il futuro.

 

«Galleria elicoidale»

Le gallerie elicoidali nei pressi di Wassen sono diventate un simbolo popolare di capolavoro ingegneristico: le curve scavate nella roccia consentivano di superare in treno circa 200 metri di altitudine su una breve distanza. I passeggeri li sperimentano attraverso i movimenti circolari del treno, ma rimangono in gran parte nascosti all’occhio. La rappresentazione trasparente con nuvole di punti rende per una volta visibile la caratteristica struttura circolare nel paesaggio circostante. L’immagine mette in relazione i tunnel elicoidali con la loro controparte visiva, la chiesa di Wassen. Arroccato su una roccia, appare tre volte da diverse altezze, prospettive e persino con un cambio di lato davanti ai finestrini del treno. Di conseguenza, la chiesa, costruita nel 1734, è diventata uno dei punti di riferimento più famosi del viaggio con la ferrovia del Gottardo.

«Nodo di trasporto di Göschenen»

Diversi correnti di traffico scorrono attraverso Göschenen, le cui travi bloccano la stretta valle. Con l’apertura della ferrovia del Gottardo, intorno al 1882, il comune di Uri è diventato un punto di riferimento prima che il treno entri nella galleria e non ne esca più fino a raggiungere Airolo, a sud. Con il tunnel autostradale, a partire dal 1980, un altro canale di traffico ha attraversato il massiccio montuoso. La strada cantonale che porta al passo e la ferrovia di Schöllenen formano altri elementi del nodo. Infine, la Reuss, un fiume naturale, scorre a valle attraverso Göschenen.

«Il Ponte del Diavolo e altri strati di storia dei trasporti»

Grazie alla sua posizione geografica, il Gottardo ha sempre avuto un’importanza strategica fin dal Medioevo come passaggio tra l’Europa settentrionale e il Mediterraneo. Il suo sviluppo è stato affrontato in tempi diversi a seconda delle possibilità del momento. Le strutture ancora esistenti di diverse generazioni di traffico ne sono una preziosa testimonianza. Qui vediamo questi strati in una stessa immagine. Il paesaggio dei trasporti del Gottardo è caratterizzato dal contrasto tra le vecchie strade di valico, che si inerpicano lungo il terreno, e le gallerie, che tagliano le loro linee attraverso il massiccio su un percorso il più possibile piatto e rettilineo.

«Cima del passo»

L’immagine mostra il gruppo storico di case in cima al passo. Il vecchio Sust, l’ex edificio agricolo dei mulattieri, ospita oggi un museo, così come la fortezza del Sasso da Pigna. Trasmettono la storia del Gottardo tra simbolo nazionale, réduit militare e terreno di sviluppo turistico e industriale. Oltre alle tracce storiche, oggi esistono dighe in cima al passo e turbine eoliche che costeggiano la strada. Come in passato, anche in futuro il Gottardo avrà il suo ruolo.

L’installazione nella sala principale dell’ETH Zentrum invita i visitatori a un’esperienza fisica spazio-sonora del Gottardo. Una proiezione sud-nord di grande formato occupa la sala principale, mentre registrazioni sonore tridimensionali completano il viaggio attraverso la regione alpina. Mentre sorvoliamo il massiccio montuoso, seguiamo diversi percorsi attraverso il territorio: dall’alto, vicino al suolo, una volta anche sotto la superficie lungo un tunnel.

Nel campo del rilievo è ora possibile rappresentare un ambiente complesso nella sua interezza. Gli scanner laser mappano l’ambiente circostante in milioni di punti registrati, che vengono colorati con l’aiuto di fotografie. Il risultato è un modello di nuvola di punti estremamente preciso. Ciò consente di effettuare sezioni, viste, misurazioni, ma anche di muoversi nello spazio alpino virtuale. Grazie all’alta precisione, alla densità e all’ampio raggio d’azione del laser scanner, è possibile coprire un’ampia varietà di scale, dalle strutture spaziali più piccole ai contesti paesaggistici più ampi. La rappresentazione trasparente permette di vivere il paesaggio del Gottardo sopra, dentro e sotto le montagne.

Allo stesso tempo, l’astrazione estetica delle nuvole di punti apre spazio all’immaginazione dello spettatore. Due postazioni di realtà virtuale in mostra offrono l’opportunità di immergersi individualmente nel modello. Dotati di occhiali VR, i visitatori determinano la propria posizione nell’ambiente preparato in modo interattivo. Con un dispositivo di controllo in mano, possono provare in modo giocoso diverse angolazioni e direzioni di visuale e manovrare se stessi attraverso il paesaggio digitale.

Infine, alcune viste selezionate del modello sono presentate in grandi nicchie di immagini. Qui le immagini possono essere studiate da vicino con tutti i loro dettagli. Le strutture spaziali e le vie di comunicazione del Gottardo sono in un’interrelazione che modella continuamente il paesaggio. Le nuvole di punti rendono visibile questo processo con la loro estetica unica. La rappresentazione di soggetti caratteristici, come il Ponte del Diavolo o la Tremola, ma anche di tratti del Passaggio del Gottardo che finora hanno ricevuto meno attenzione, come le foreste e le formazioni rocciose, aprono contesti spaziali prima nascosti. Questo paesaggio iconico può essere visto e vissuto da una nuova prospettiva.

L’installazione video visualizza le relazioni topologiche tra la topografia del paesaggio e gli edifici infrastrutturali, concentrandosi sulle icone più importanti dell’area tra Erstfeld e Bodio.

L’11 novembre 2016, Christophe Girot ha parlato al TEDx Talk di Zurigo di “Point Cloud Modelling the Alpine Landscape”.